Pasta e spaghetti sono veri e propri simboli dell’identità italiana riconosciuti e copiati in tutto il mondo. L’origine multiculturale e il consumo sono frutto di un percorso di evoluzione culturale durato secoli di storia. Alle tradizioni poi si è aggiunto il marketing e le nuove abitudini alimentari. Oggi esistono diversi tipi di pasta con forme di ogni tipo che si adattano a vari tipi di sugo e gusto.
Forma, consistenza, qualità delle migliori marche di pasta e spaghetti influenzano l’esperienza culinaria, la percezione dei sapori e come si sviluppano nella bocca. Paste più consistenti, come i rigatoni, si accompagnano a salse più intense ed altre più sottili come gli spaghetti si adattano a sughi più leggeri. La produzione e il consumo sono in costante aumento con vari tipi di pasta e nuove ricette classiche, integrali, gluten free e di semola di grano duro.
La storia della pasta, vera specialità della gastronomia italiana consumata in tutto il mondo, si perde nella notte dei tempi. Come tutte le invenzioni è frutto di una evoluzione nel tempo che riguarda metodi di produzione e caratteristiche. Se le prime sue notizie arrivano dall’oriente con ingredienti la farina di riso, la prima pasta essiccata risale all’anno mille. L’origine della fettuccina è araba, con la itriyya ottenuta impastando farina di grano duro messa ad essiccare.
Dopo essere arrivata in Sicilia, la pasta come combinazione di farina non lievitata, acqua e uova si diffonde in tutto il mediterraneo a cominciare dalle località costiere di Sardegna, Napoli, Pisa e Genova. La farina di grano duro è un ingrediente ideale per il suo alto contenuto di glutine e la sua lunga conservabilità. Nel frattempo migliorano le tecniche per produrre la pasta. Nel ‘400 compare lo spagho e poi il tochio per la trafilazione.
A Napoli si producono i primi spaghetti con macchine alimentari. La pasta è un alimento economico, si conserva facilmente ed è molto versatile. Entra a fare parte della cultura italiana accompagnato da una tradizione culinaria mediterranea che trova clima e condizioni ideali anche per coltivare erbe e sapori che si trasformano in una enorme varietà di sughi a cominciare da quelli a base di pomodoro.
Se i coloni spagnoli portarono la pasta in America, gli immigrati italiani nel diciannovesimo secolo furono decisivi nel fare diventare gli spaghetti un alimento tra i più consumati negli Stati Uniti. Secondo l’International pasta organisation negli ultimi venti anni la crescita del consumo mondiale è aumentato del 63% fino alle attuali 14,8 milioni di tonnellate e sono raddoppiati i paesi in cui se ogni abitante ne mangia oltre 1 Kg all’anno. In testa ci sono l’Italia (23,5 kg), Tunisia (17 kg), Venezuela (12 kg) e Grecia (11 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia (8,7 kg) e Russia (7,2 kg).
Pasta e spaghetti all’inizio della loro storia si consumavano direttamente con le mani. La forchetta nel ‘400 fatica ad imporsi anche perché l’uso degli arti superiori risulta più comodo. Verso il 1500 la forchetta compare sporadicamente nelle mense italiane e francesi con due o al massimo tre rebbi, ma solo nel 1700 comincia il suo utilizzo normale. Napoli a diventa anche la patria indiscussa dell’arrotolamento dello spaghetto.
L’arte di mangiare gli spaghetti ispira il galateo e saggi di bon ton vengono scritti per aiutare i cittadini a gustarli nel modo più appropriato, senza macchiarsi i vestiti e ungersi le dita. La forchetta con quattro rebbi lavora in coppia con il cucchiaio e diventa un’immagine riconosciuta in tutto il mondo. Chi non ha un pò di pratica rischia di perdere la presa o di trovarsi la pasta attorcigliata sulla posata. C’è chi arriva a tagliarli per poi mangiarli con il cucchiaio.
La scena di Totò alle prese con un piatto di pasta sbranato con le mani, nel film Miseria e nobiltà del 1954 o il mò te magno di Alberto Sordi, sono documenti storici. In realtà sapere come mangiare gli spaghetti non è poi così scontato. L’antica usanza napoletana di usare forchetta e cucchiaio oggi è sorpassata. Da simbolo di raffinatezza è diventato un vezzo, quasi come il mignolo elevato per bere. In alcuni ristoranti italiani oltreconfine qualche cliente vuol provarne il brivido di quella usanza, spesso senza successo. Se tutti gli italiani imparano fin da bambini come mangiare gli spaghetti, tanti stranieri si trovano in difficoltà.
Se le difficoltà per mangiare la pasta e sopratutto gli spaghetti sembrano insuperabili, tecnologia e creatività possono dare una mano. Ogni anno vengono depositati decine di brevetti in tutto il mondo: strumenti buffi o ingegnosi come manici ritorti per rendere più facile la presa, forchette speciali con rebbi posizionati in vario modo. Il cucchiaio in questi lampi di genialità vuole la sua parte. C’è quello bucato per inserire il rebbio della forchetta in una specie di perno. Così non scivola e la pasta si attorciglia agevolmente, oppure quello tagliato sul bordo per eliminare la parte eccedente degli spaghetti.
Ci sono anche dispositivi meccanici semplici o macchinosi che prevedono la rotazione della forchetta con manovelle sul modello di trottole e trapani di legno, fino ai meccanismi più sofisticati completi di ingranaggi da applicare direttamente al piatto. In questo caso la forchetta gira autonomamente a velocità stabilita, ma è una soluzione decisamente fuori mercato. Si arriva poi alla super forchetta made in Usa con manico a spirale per inesperti mangiatori di spaghetti che devono solo impugnate la forchetta e lasciare scorrere le dita.
La forchetta elettrica con motorino nascosto nell’impugnatura non è certo la più elegante tra le soluzioni. Il design vuole la sua parte e il piatto si adegua con idee discutibili che difficilmente trovano mercato. Anche in questo caso ce n’è per tutti i tipi: con avvallamento laterale o con il buco in mezzo per agevolare la presa sugli spaghetti e creare rotolini a regola d’arte, oppure a forma di ciotola con divisioni all’interno per cene in piedi e street food.
Secondo i dati dell’International Pasta Organization attualmente si producono oltre 15 milioni di tonnellate di pasta all’anno, rendendola uno degli alimenti più importanti del pianeta dal punto di vista nutruzionale. Dalla fine della seconda guerra mondiale l’Italia, oltre a consumare spaghetti in grande quantità, è tra i maggiori produttori ed esportatori al mondo insieme ad America, Brasile, Russia e Turchia. In Europa si produce la metà del fabbisogno mondiale.
Per questo le marche più famose di pasta e spaghetti al mondo non possono che essere italiane. Ecco un elenco delle principali in termini di produzione e vendita nel mercato alimentare internazionale.
Barilla Fondato nel 1877, è tra i marchi più conosciuti in Italia e all’estero. Con diversi stabilimenti diffusi in tutto il mondo, produce quasi la metà della pasta nazionale e soddisfa il 25% del mercato americano
De Cecco L’azienda abruzzese dal 1886 produce paste di tutti i generi ma anche salse e sughi fino a diventare il terzo produttore al mondo
Divella E’ un brand di prodotti alimentari nato nel 1890 e attualmente ha una offerta di 150 formati e una produzione giornaliera di oltre 1000 tonnellate di pasta e 90 tonnellate di biscotti
Garofalo A partire da una tradizione nata nel 1789, si classifica al terzo posto tra i produttori mondiali ed esporta prodotti in 80 paesi
Rummo Nel 1846 a Benevento nasce un marchio specializzato nella lavorazione della pasta lenta lavorazione che conferisce i suoi prodotti particolare pregio
La Molisana Cento anni di storia da cominciata da una bottega artigianale fino diventare una delle aziende leader per innovazione, qualità e formati di spaghetti